Ristorante L’isola d’oro – Roma

Un pezzo di Sardegna nel cuore di Roma

Due fratelli sardi, il quartiere Parioli, la passione per il pesce: nasce così L’Isola d’Oro, celebre ristorante sito in Via Salaria, angolo via Metauro.

Colpisce subito l’aria familiare e la simpatia del personale e, con temperature gradevoli, accomodarsi nello spazio esterno risulta estremamente piacevole. Un’occhiata alle pareti vi racconta delle frequentazioni del posto e la possibilità di avere salette riservate ne conferma l’autenticità.

Foto a cura di L’isola d’oro

Le pietanze sono quelle del giorno, nessun prestampato, con una buona scelta fra primi e secondi. Una raccomandazione: assicuratevi di avere molta fame, perché il solo antipasto è in grado di fiaccare anche gli appetiti più tenaci. Dodici portate, con un’ottima selezione di carpacci (tonno , spada e cernia uber alles) e cruditè da leccarsi i baffi. Piove letteralmente cibo sul tavolo, fra calamari arrosto e polipetti al sugo, delicato pesce azzurro e un assaggino di fritto premonitore (capirete dopo il perché).

Se siete sopravvissuti all’ultimo vassoio vi si avvicina il sempre sorridente cameriere per informarsi, premurosamente, sulle vostre prossime scelte. Anche se siete tentati di chiedere già caffè e conto aspettate di sentire i primi, con un consiglio: assolutamente da assaggiare le orecchiette bottarga e tartufo di terra, sarebbe un delitto lasciare il ristorante senza averne preso neanche un assaggino. Altrimenti, se proprio non ne volete sapere della bottarga, risotto alla crema di scampi o tagliolini alla pescatora sono quello che fa per voi.

Per quel che riguarda i secondi, anche se sono pochi quelli che riescono ad arrivarci, non fatevi scappare il fritto misto (quello dell’assaggino premonitore) che è davvero ottimo. Qualora doveste ritenere la frittura un azzardo per le vostre coronarie potete sempre orientarvi sul grigliato (mazzancolle, scampi e pesce bianco).

Ah, dimenticavo il vino: la scelta e i consigli dello staff sono ottimi ma personalmente vi consiglio il Vermentino della casa che si sposa ottimamente con tutte le portate. Poiché il personale è di cuore, appena posate le forchette arriva da voi un carrellino ben fornito di digestivi (mirto, limoncello e grappa in primis) che, insieme ad un caffè, serviranno a ridarvi la forza quantomeno di arrivare alla vostra macchina. E con il portafogli assolutamente non provato dall’esperienza.

Articolo scritto da Francesco Ratti

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